Previdenza

PREVIDENZA ALL’ESTERO
COME AVVIENE LA TRATTAZIONE DELLE DOMANDE DI PENSIONE
DEI RESIDENTI ALL’ESTERO

CAGLIARI – Il tempo di definizione delle pensioni in Italia, almeno per quanto riguarda la gestione dell’INPS, è stato decisamente negli ultimi tempi migliorato. In linea di massima l’Inps definisce infatti una domanda di pensione di vecchiaia o di anzianità entro 60 giorni; una domanda di invalidità entro 120 giorni ed infine una domanda di reversibilità non oltre 30 giorni.
Questo criterio è valido per le domande di pensione presentate dai lavoratori in Italia. Altrettanto non avviene però per le domande di pensione in regime di convenzione internazionale presentate dai residenti all’estero.
In questo caso, purtroppo, i tempi di definizione raggiungono anche l’anno intero se non addirittura, come il caso di Argentina e Brasile, oltre due anni.
La causa del ritardo in parte è da addebitare alla struttura Inps ma soprattutto agli Enti previdenziali esteri che non sempre forniscono tempestivamente, all’istituto previdenziale italiano, i dati utili per la definizione della pratica.
Dal gennaio 2004 l’Inps, col chiaro intento di ridurre drasticamente i tempi di attesa e per mettere in condizioni le istituzioni estere di avere contatti diretti con una sola sede per lo scambio di tutte le notizie necessarie per la definizione delle domande, ha istituito specifici poli territoriali.
In pratica ogni istituzione estera tratterà la domanda esclusivamente con una sede Inps. Le prime indicazioni scaturite dal nuovo criterio hanno dimostrato che il sistema può essere considerato valido.
Recentemente l’Inps ha intrapreso nuove iniziative trattando direttamente con le singole istituzioni estere. Pubblichiamo l’elenco completo delle sedi Inps incaricate della trattazione delle domande di pensione in regime di convenzione internazionale in base allo stato estero presso il quale il richiedente ha lavorato.

(Giuseppe Foti-Il Messaggero Sardo/Inform

RESIDENTI ESTERO

REGIONE STATO SEDE – POLO SPECIALIZZATO
Abruzzo Canada L’Aquila
Basilicata Uruguay Potenza
Calabria Germania Catanzaro (LVA)
Campania Gran Bretagna e Irlanda del Nord Napoli
Emilia Romagna Brasile, San Marino Forlì, Rimini
Friuli Venezia Giulia Croazia, Jugoslavia, Bosnia Erzegovina, macedonia, Slovenia Trieste
Lazio Belgio Roma Tuscolano
Liguria Spagna, Portogallo, Principato di Monaco, Francia Imperia, Genova (CRAM Marsiglia, Lione), Savona (CRAM Nancy, Digione), La Spezia (CRAM Villeneuve d’Asq)
Lombardia Svizzera Bergamo
Marche Australia Ancona
Molise Quebec Campobasso
Piemonte Francia Collegno (CNAV Parigi), Cuneo (CANSSM Parigi), Novara (CRAV Strasburgo), Torino
Puglia Venezuela, Grecia Bari
Sardegna Paesi Bassi Magiari
Sicilia Tunisia, USA Palermo
Toscana Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia Arezzo
Trentino Alto Adige Austria, Germania Bolzano (BVA, BKS, SK, GLA)
Umbria Lussemburgo e altri Stati non specificatamente attribuiti Perugia
Val d’Aosta Francia Aosta (CPAM e ORGANIC)
Veneto Argentina Venezia
     

Fisco nel mondo. Una guida on-line per i residenti all’estero

(9colonne) ROMA – Un prezioso aiuto in materia fiscale viene dal sito www.fisconelmondo.it, su cui sono riportate le notizie di Fiscooggi, un periodico telematico dell’Agenzia delle entrate, l’ente pubblico incaricato dell’accertamento e della riscossione dei tributi erariali per conto del ministero dell’Economia e delle Finanze. Ad esempio, in vista della dichiarazione dei redditi, numerosi sono stati gli articoli in cui veniva affrontato l’argomento in maniera approfondita. Innanzitutto, ricordando che l’attuale normativa prevede “che chiunque possiede redditi prodotti in Italia, anche se residente all’estero, è tenuto a dichiararli al fisco”. Inoltre, in un articolo sempre presente sul sito, si forniscono utili delucidazioni su chi, ai fini delle imposte sui redditi, debbano essere definiti residenti all’estero. “Sono da considerarsi residenti all’estero – si legge nell’articolo – coloro che per la maggior parte del periodo di imposta, ossia per almeno 183 giorni (o 184 per gli anni bisestili), non sono iscritti nelle anagrafi comunali dei residenti; non hanno nel territorio dello Stato italiano il domicilio; non hanno nel territorio dello Stato italiano la residenza. I residenti all’estero che hanno prodotto redditi o possiedono beni in Italia sono tenuti a versare le imposte allo Stato italiano, salvo eccezioni previste da eventuali convenzioni per evitare le doppie imposizioni stipulate tra lo stato italiano e quello di residenza. Tuttavia, nel caso di trasferimento di residenza in uno dei paesi a regime fiscale privilegiato, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente devono comunque fornire la prova dell’effettiva residenza in questo stato”. Nel sito, oltre ad una pubblicazione per gli italiani nel mondo e ad un vademecum per gli stranieri in Italia, è possibile consultare i comunicati stampa dell’Agenzia delle entrate che informano sulle ultime novità sempre in tema di fisco, ed essere aggiornati su circolari e provvedimenti pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. www.fisconelmondo.it offre anche la possibilità di effettuare una ricerca di un articolo o di un argomento su cui si intende avere le opportune informazioni. La ricerca si può effettuare inserendo il nome dell’autore dell’articolo, il nome della rubrica, l’argomento. Infine, di grande utilità, la sezione “promemoria dei principali appuntamenti fiscali”.