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22.06.2016

CENTRO STUDI DI CONFINDUSTRIA

IMMIGRATI:

DA EMERGENZA A OPPORTUNITA’

DIMENSIONI, EFFTTI ECONOMICI, POLITICHE

 

Le migrazioni internazionali sono un’opportunità sia per chi lascia il proprio paese in cerca di migliori condizioni di vita sia per le nazioni ospitanti, per lo più avanzate, dove l’invecchiamento demografico alimenta il conflitto di interessi intergenerazionale, minaccia la sostenibilità dei sistemi di welfare e rallenta il progresso economico. Dal 2000 nel Mondo il numero di persone che vivono in un paese diverso da quello di nascita è aumentato a un ritmo doppio rispetto alla crescita demografica complessiva (41% contro 20%). In Italia, nello stesso periodo, la popolazione sarebbe diminuita senza l’apporto degli immigrati, il cui peso sui residenti è salito molto rapidamente (dal 3,7% al 9,7%), avvicinandosi a quello degli altri principali paesi avanzati (10,7% nell’Unione europea e 14,5% negli USA). Con l’inizio della crisi il flusso in entrata si è ridotto mentre sono aumentate le partenze. Oggi, dunque, nonostante l’attenzione dell’opinione pubblica e dei policy maker sia focalizzata sull’aumento degli sbarchi, l’immigrazione legale vive una fase di moderazione. Per evitare che la popolazione si contragga, come è successo nel 2015 (-130mila unità) dopo quasi un secolo di crescita ininterrotta, è necessario, invece, che i flussi di immigrati tornino sui livelli pre-crisi. Anche per questa ragione vanno affrontate le preoccupazioni degli autoctoni e combattuti i pregiudizi contro gli stranieri, sia con l’aiuto dei dati reali, che delineano un quadro diverso da quello che spesso appare sui media, sia con proposte concrete in grado di favorire l’integrazione.

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